Festival dell’Ospitalità in Valsamoggia – Intervista a Francesco Biacca

Oggi conosciamo Francesco Biacca, uno degli ideatori del Festival dell’Ospitalità e fondatore di Evermind, che ci parla di ospitalità, di abuso della parola “innovazione” e del suo sentirsi completamente… normale!

Biacca Festival

 

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Francesco Biacca; sei anni fa , pur avendo un ottimo stipendio ed una buona posizione come consulente IT (esterno) per una società di consulenza ho deciso di mollare tutto perchè non soddisfatto di molti aspetti della mia vita lavorativa.

Decisi quindi di fondare Evermind assieme ad altri due professionisti calabresi; uno, Domenico, art director con il quale già collaboravo da tanto tempo; l’altro, Danilo, appassionato viaggiatore ed esperto nel settore hospitality.

Oggi Evermind è un network di professionisti liquido, per caratteristiche professionali e distribuzione geografica: ci accomuna il digitale, lo strumento ideale per consentirci di gestire in completa autonomia il nostro tempo lavorativo ed essere liberi!

Cosa volevi fare da piccolo e un sogno nel cassetto che non hai ancora realizzato

Mi piacevano i computer: quando i miei genitori acquistarono il primo Commodore64 rimasi folgorato, fu amore a prima vista. Oggi questa passione è diventata un lavoro e non potrebbe esserci nulla di più bello e stimolante.

Di sogni nel cassetto ne ho tanti, ma li tengo lì, pian piano verranno fuori uno per uno, e ne verrete sicuramente a conoscenza.

Ti senti un innovatore? Se sì, perché?

Mi sento una persona normale, che fa qualcosa di assolutamente normale. Il concetto di innovazione sta svuotandosi progressivamente di significato. Abusato come tanti, spesso viene associato all’innovazione tecnologica; per me, in modo del tutto improprio.

Quindi no, non mi sento un innovatore. Ho un’idea aziendale precisa in testa e tento di perseguirla assieme a tutti gli splendidi compagni di viaggio che oggi fanno parte del network di Evermind

Cosa dicono gli altri di te?

Non saprei, chiediamolo a loro

Una cosa che ti piace da impazzire e una che non sopporti

Amo vivere a Nicotera ed in Calabria in generale. La possibilità di passare il mio tempo a stretto contatto con la natura, sia mare, campagna o montagna è un lusso che la creazione di Evermind mi consente di godere.

Difficile dire cosa non sopporto; forse, ragionandoci bene e tirando una linea sopra tanti piccoli aspetti, più che dire “non sopporto” , mi fa storcere il naso quando sento parlare di “fare rete” che poi inevitabilmente diventa un tirare l’acqua al proprio mulino, considerato che viviamo in una società fortemente ego-centrica. Ecco, mi piacerebbe che se ne parlasse di meno e si agisse di più pur capendo che spesso è un passaggio semi-utopico.

A che ora vai a dormire e qual è l’ultima cosa che fai prima di addormentarti?

Abbastanza tardi ed ho sempre al mio fianco la persona con cui condivido questo percorso di vita. Per cui l’ultima azione della giornata è dedicata a lei, che è il mio ago della bilancia, colei che riesce sempre ad avere un sorriso ed un pensiero positivo anche quando ho la luna storta

Di cosa hai paura?

La morte? forse è scontato. Diciamo che la più grande paura è forse di vedere il tempo passare sempre più velocemente ed avere la sensazione, alle volte, che certi progetti sembrano quasi sfuggirti di mano.

Cosa non faresti nemmeno per tutto l’oro del mondo?

Svendere l’etica professionale

Invita a prendere un caffè un personaggio (vivo, morto, famoso, sconosciuto) che è per te fonte di ispirazione professionale: chi è, perchè, e cosa gli diresti?

Inviterei mio padre; imprenditore anche lui. Gli direi semplicemente “grazie” perchè i suoi sacrifici mi hanno regalato la possibilità di studiare e vivere fuori dal mio territorio; grazie a lui ho avuto modo di confrontarmi con altri modi di fare e pensare, uscendo dai miei schemi mentali spesso pre-concetti.

Cosa significa per te accoglienza?

Sarò sintetico: riuscire a tramutare in lavoro qualitativo ciò che tutti noi abbiamo dentro, il grande senso di ospitalità che contraddistingue noi italiani

Cosa fai per rendere il tuo territorio accogliente?

Contribuisco ad organizzare il Festival dell’Ospitalità!

Parlaci del Festival dell’ospitalità: com’è nato? Qual è il suo obiettivo?

Quattro anni fa vivevo ancora a Roma, era un pomeriggio molto piovoso ed ero immerso a sognare ed ipotizzare cosa poter fare di nuovo nel futuro prossimo, con Danilo Messineo (uno dei soci fondatori di Evermind) .

Parlando così, del più e del meno, ci venne in mente di organizzare un Festival dove si potesse fare un passo indietro rispetto alla velocità con cui si svolgono le più importanti fiere di settore. Un momento lento, che desse la possibilità di ascoltare il racconto di esperienze , avendo poi il tempo di creare relazioni umane ed, eventualmente, contribuire alla nascita di collaborazioni.

Quindi l’obiettivo è un po’ questo. Ragionare sui temi dell’ospitalità, ispirare, sognare, riflettere. Per poi dare vita ad un’industria del turismo che sia più sostenibile, che dia la possibilità ai territori di crescere con cognizione di causa e non in modo esplosivo.

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