Pausa caffè con Silvia Santachiara

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Galeotta fu un’intervista per Donna Moderna. Che un anno dopo l’ha fatta diventare una delle tre mitiche Silviae del libro “Destinaizione Umana, la guida di viaggio per cambiare vita” e anche una dei cobbers che popolano COB1 in via Saragozza. Parliamo di Silvia Santachiara, giornalista freelance e protagonista della pausa caffè di oggi!

Chi sei?
Silvia Santachiara.

Soprannome:
sono vari…Sil, Silviucci, Ucci, Silvietta, Cocca (da mia nonna), la “Contessa”.

Di cosa ti occupi?
Giornalismo, ufficio stampa e organizzazione di eventi.

Da quanto lavori a Cob e come ci sei arrivata?
Da un anno, dopo aver intervistato Silvia Salmeri di Destinazione Umana per il settimanale Donna Moderna.

Cosa volevi fare da piccolo e un sogno nel cassetto che non hai ancora realizzato:
la designer, la fotografa, la grafica, la videomaker…insomma, una professione creativa! ….un sogno ancora non realizzato invece è scrivere per La Repubblica!

Ti senti un innovatore?
No, non direi. Però ogni mattina mi alzo con una nuova idea, mi lascio ispirare da ogni persona che incontro, da tutto quello che vedo e che sento (continuo ad elaborare per giorni e giorni…e anche la notte!) e cerco di studiare ogni progetto guardandolo da diverse prospettive

Cosa dicono gli altri di te?
Che sono un vulcano e che sono iper organizzata…ma anche che sono troppo stressata.

Una cosa che ti piace da impazzire e una che non sopporti:
Mi piace da impazzire ridere….non sopporto gli invidiosi e quelli che credono di sapere tutto.

A che ora vai a dormire e qual è l’ultima cosa che fai prima di addormentarti?
A mezzanotte…Le ultime direi…metto a nanna il mio bimbo e come un uragano metto in ordine, preparo lo zaino di scuola di mio figlio, mi preparo il pranzo da portare in ufficio il giorno dopo, mi appunto tutto quello che mi devo ricordare, rispondo a messaggi e mail. Poi crollo.

 Una persona che stimi e una che detesti:
stimo mia madre…non detesto nessuno.

Di cosa hai paura?
Di invecchiare sola e di tante altre cose a cui è meglio pensare il meno possibile….

Cosa non faresti nemmeno per tutto l’oro del mondo?
Del male a qualcuno, anche solo con le parole

Se tutto il mondo fosse un coworking, dove sarebbe la tua “scrivania ideale”?
Sulla spiaggia, in Romagna.

#humaninnovation: cosa significa secondo te innovazione umana?
Ascoltare quella spinta che porta a crescere, migliorarsi, evolvere. Non rimanere fermi ma lasciare spazio al “nuovo”.

Invita a prendere un caffè un personaggio (vivo, morto, famoso, sconosciuto) che è per te fonte di ispirazione professionale: chi è, perchè, e cosa gli diresti?
Il giornalista Michele Smargiassi, mi piace molto il suo modo di raccontare…gli direi: “Ho deciso che avrei fatto questo mestiere durante gli anni universitari leggendo i tuoi articoli su La Repubblica”.

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